SABIRFEST: SI CONCLUDE LA V EDIZIONE, UN MOSAICO DI VOCI PER RIPARARE L’UMANO

6 ott 2018 – Tante voci e tante riflessioni protagoniste della terza giornata messinese della V edizione, di Sabirfest Cultura e cittadinanza mediterranea che sino a domani, 7 ottobre animerà, in tre città, Messina, Catania e Reggio Calabria, un dialogo condiviso e fecondo, intrecciando i percorsi di cittadini di ogni età, con quelli degli ospiti da diversi paesi, in numerose occasioni di incontro, approfondimento e svago. SabirFest, cultura e cittadinanza mediterranea è organizzato dal Comitato Promotore composto da Mesogea, COSPE onlus, Associazione Musicale Etnea, People on the Move, Sabir srl, Officine Culturali possibile grazie al prezioso sostegno dell’Ateneo Peloritano, dove è stata allestita la grande libreria di SabirLibri, che accoglie 50 case editrici, e al coinvolgimento di enti, ordini professionali, associazioni culturali e del volontariato. Al centro le parole da Riparare, termini quali studioso, studiare e ancora per “Tradurre il Mediterraneo”, “Parole da riparare, parole per riparare: Libro, Lettore, Traduttore, Editore” con l’editrice algerina Selma Hellal, la traduttrice Yasmina Melaouah e l’editrice peloritana Caterina Pastura.

Una prestigiosa traduttrice e due case editrici mediterranee nate entrambe alla fine degli anni Novanta ad Algeri e a Messina, per discutere col pubblico di lettura e traduzione, come strumenti primari di impegno civile e trasformazione della società. Terzo appuntamento del percorso promosso con Ordine degli Architetti OAPPC di Messina e Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina, “Riparare l’urbano per riparare l’umano” con Roberto Corbia e Alberto Cusumano, insieme al presidente dell’Ordine Pino Falzea e a Luciano Marabello. Al centro della riflessione Gibellina, nel Bèlice, e Librino, a Catania: Alberto Cusumano (AM3 architetti) racconta di un’opera incompiuta di Pietro Consagra a Gibellina col progetto «Coltivare il futuro», esempio di riparazione urbana a partire da un manufatto. Roberto Corbia, a Catania con Roberta Pastore, con il progetto «Buone azioni per Librino» propone un esempio di ricerca attiva del cosiddetto ‘rammendo delle periferie’.

Tra gli ospiti della giornata la giornalista Gabriella Caramore, la giornalista Livia Grossi con
“Nonostante voi. Storie di donne coraggio”, narrazioni al femminile anche per la sezione Visioni (dis)umane con la proiezione di “Lunadigas” film documentario di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler (Italia 2016, 65’), per raccontare di donne che hanno scelto di non avere figli è il pretesto per stimolare la discussione su argomenti troppo spesso dimenticati eppure così attuali come maternità, libertà di scelta, parità di sessi… A chiudere la giornata, la musica e la danza con MoDem” Collettivo Giovane della Compagnia Zappalà Danza e Jacarànda Piccola Orchestra Giovanile dell’Etna Dance Attack.

Tanti gli appuntamenti in programma anche domani, per riflettere ancora su “Riparare l’Umano”, alle 10.30 la presentazione dell’associazione Maydan, composta da cittadine e cittadini del Mediterraneo impegnati nella costruzione di una cittadinanza mediterranea e di un destino comune. E poi in collaborazione con l’Orto botanico Pietro Castelli di Messina “La botanica del racconto”, i 50 anni del Baby Park, l’ultimo incontro di Riparare l’urbano con la proiezione di “Lampedusa for Berlin”. A Messina anche i Pupi Antimafia di Angelo Sicilia con lo spettacolo “Non mi piace il buio. Prigionia e morte di Giuseppe Di Matteo”.



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