«SE FOSSI O SE SAREI?» DI MIMMO MÒLLICA, DALL’APOSTROFO ‘INCERTO’ AL CONGIUNTIVO ‘INFELICE’

«Se fossi o se sarei?» di Mimmo Mòllica, filastrocche una alla volta. La regola dei fossi: dall’apostrofo ‘incerto’ al congiuntivo ‘infelice’. Giocare con la grammatica italiana introducendo nella filastrocca alcuni comunissimi strafalcioni grammaticali e inventando la «regola dei fossi»

18 ago 2018 - Qual è o qual’è? Da o Dà? Purtroppo o pultroppo (con la elle al posto della erre)? Fare almeno o fare a meno? Non sò o non so, un pò o un po’? Quà o qua, un’altro o un altro? Un altra o un’altra”? Tra gli errori più comuni che si commettono con la grammatica o con la sintassi ci sono spesso quelli sopra citati, ma non sono i soli. Dall’apostrofo ‘incerto’ al congiuntivo ‘infelice’, una scelta errata può comportare una netta differenza di significato nella frase, oltreché l’infrazione della grammatica.

L’uso del congiuntivo è spesso motivo di «strafalcioni» grammaticali ‘storici’ e ‘proverbiali’. Il congiuntivo è il vero tallone d’Achille di molti, ma potremmo definirlo il «tallone da killer» per coloro che, senza scrupoli, uccidono la grammatica.

La regola dei fossi

In «Se fossi o se sarei?», filastrocche una alla volta, Mimmo Mòlliva ha voluto ‘giocare’ con la grammatica italiana introducendo nella filastrocca alcuni comunissimi strafalcioni ed inventandosi la «regola dei fossi».
«Se fossi o se sarei?», dall’apostrofo ‘incerto’ al congiuntivo ‘infelice’.

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