ASCELLA LINDA: LA QUESTIONE È LAVARSI, NON LAVARSENE LE MANI

21 ago 2018 - Un procedimento disciplinare ‘ammorberà l’aria’ del primario di Nefrologia del Policlinico G. Martino di Messina, Michele Buemi, reo di avere suggerito ai pazienti in visita nel suo reparto di «lavarsi prima delle visite». Il dott. Buemi ha affisso un avviso ad una parete provocando polemiche e contestazioni. Il commissario dell’azienda sanitaria la considera «iniziativa personale del primario» e, per quanto se ne sa, avrebbe avviato un procedimento disciplinare nei confronti del primario igienista.
Il contenuto dell’avviso (affisso dietro la porta dello studio medico) fa presente all'utenza che «lavarsi prima delle visite programmate, cambiarsi la biancheria intima e pulirsi le scarpe dalla terra o altro, prima di entrare, non cancella importanti indizi utili alla diagnosi, per cui possono procedere tranquillamente a una doccia».
Il primario igienista si congeda ricordando in rima «che è sempre apprezzata / l'ascella lavata».

L’avviso è stato fotografato e inoltrato alla direzione del Policlinico di Messina da una signora indignata per il fatto che «un invito alla cura e all'igiene della persona è legittimo ma è anche possibile farlo con sobrietà, gentilezza e rispetto».

Se è vero che lo stato di malattia può comportare disturbi o calo dell’umore, depressione in quanto disturbo dell'umore; se è vero che il disturbo dell’umore può dare luogo a diminuzione di interesse o piacere per tutte le attività (compresa l’igiene personale), affaticamento o mancanza di energia durante il giorno, sentimenti di autosvalutazione ed altri ‘stati d’animo’ peggiori (anche distruttivi), è pur vero che l'odore sotto le ascelle (come altri cattivi odori corporali), può rendere il contatto con il nostro prossimo disagevole o penoso, a seconda del grado di maleolenza, delle distanze e delle situazioni.
Così, depurato della forte carica di ironia e sarcasmo che da esso ‘esala’, l’avviso del medico del Policlinico G. Martino, come possiamo non concordare con lui e non essergli solidali quando invoca il beneficio dell’igiene intima da parte dei pazienti in visita?

«... sa quel particolare alito che cova in ogni casa? nella sua, nella mia. Ma nella nostra, noi, non l'avvertiamo più, perché è l'alito stesso della nostra vita, mi spiego? Eh, vedo che lei dice di sí... Ma neanche i malati spesso ci badano, compresi come sono del loro male. Eppure, quante volte certuni stanno lí intenti a guardarsi il dito che fa segni vani sul bracciuolo lustro di quella poltrona su cui stan seduti! Pensano e non vedono». (L. Pirandello, L’uomo dal fiore in bocca)

Così, confidando sul fatto che non svolgiamo la professione medica (e non siamo passibili di invocata pulizia), approfittiamo per dare qualche suggerimento a coloro che dal mantenimento di una buona igiene quotidiana (ascella linda) potrebbero trarre notevole beneficio, elevando il livello del loro umore e dell’igiene.
Il sudore è acqua e sale ed è causato dai batteri laddove sudiamo di più. Liberarsi dai miasmi del sudore non è impossibile, anzi, consente di esporsi nella strada e nella piazza senza puzzare di chiuso (o di cesso). È vero, come dice Gaber, a volte “c'è tutto che puzza di chiuso e di cesso / si fa il bagno ci si lava i denti / ma puzziamo lo stesso”. Ma sono casi limite.
Per ottenere ascelle fresche e profumate – invece – basta fare con fiducia la doccia ogni giorno o, quanto meno, lavarsi bene e spesso, inserendo l’operazione tra i normali impegni quotidiani (come mangiare). Un metodo ottimo per mantenersi freschi e puliti per l’intera giornata – insomma – è lavarsi.

Dopo una notte calda e agitata una buona doccia è... caldamente consigliata. Dopo il lavoro o l’attività fisica, per sconfiggere i cattivi odori o prevenirli, una doccia o un buon lavaggio sono consigliati pure dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. E supponiamo che debba – pertanto – valere pure per la direzione del Policlinico Universitario di Messina.
L’uso di un sapone antibatterico potrebbe favorire migliori risultati. Deodoranti o antitraspiranti, anche di basso costo, sono potenti alleati dell’ascella linda.

Quanto alla sala d’aspetto del medico o alla sala visite, non sono affatto diverse dal tram (visto che a Messina c’è) dove bastano un paio di ascelle stagnanti per dare scacco matto all’intera folla in viaggio (vale pure per treni e pullman di linea)…
Per questo la Provvidenza ci ha dotati di due sole ascelle cadauno?

Ma di norma l’ascella linda è il risultato di una buona igiene. È una fortuna che in caso di ascelle pestilenziali a svenire sia il malcapitato medico. Se a svenire fosse il titolare delle ascelle chi, per rimetterlo in piedi, si avventurerebbe a prenderlo sotto le ascelle?
C’è bisogno di purificazione. La religione ebraica, ad esempio, ogni mattina appena svegli, prevede una bella lavata e una preghiera: “Benedetto sii Tu, o Signore, Dio nostro, Re del Mondo, che ci hai santificati con i Tuoi precetti e ci hai comandato il lavaggio delle mani”. E delle ascelle. Perché lavarsi solo le mani è da ipocriti. Vedi Pilato che si limitava a lavarsi le mani e gli puzzavano le ascelle.

La questione è lavarsi, non lavarsene le mani.

Quell'uomo è pesante
e passa di moda sul posto
incomincia a marcire
a puzzare molto presto.

Nelle case
non c’è niente di buono
c'è tutto che puzza di chiuso e di cesso
si fa il bagno ci si lava i denti
ma puzziamo lo stesso.

C'è solo la strada / su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza…

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