DONNE IN POLITICA: IN SICILIA LA PERCENTUALE PIU' BASSA DI DONNE SINDACO

Nella foto la sindaca di Montagnareale (Me), Anna Sidoti
08/03/2018 - Uno studio dell'Ufficio di Valutazione e Impatto delle politiche pubbliche del Senato uscito proprio in occasione della Giornata della donna dimostra che su un totale di 272 presidenti delle Regioni, eletti nella storia delle 20 regioni italiane prima del 4 marzo 2018, le donne sono state solo 9 (più 2 facenti funzione): poco più del 3%. Ne hanno elette 2 ciascuna l'Umbria (entrambe le governatrici sono state confermate per un secondo mandato) e il Friuli-Venezia Giulia, seguite da Abruzzo, Lazio, Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige con una. Su 20 regioni, 13 non sono mai state guidate da una donna.

I vertici di tre regioni sono andati in scadenza quest'anno 2018: Lombardia, Lazio e Molise. Per Lazio e Lombardia si è votato il 4 marzo, insieme alle politiche; l'appuntamento per il Molise è il 22 aprile. Nel Lazio e Lombardia, prima del voto, la presenza femminile era intorno al 20% tra i consiglieri (10 donne su 50 in Lazio, 15 su 80 la Lombardia), mentre la percentuale saliva al 40% tra i componenti della Giunta nel Lazio (4 donne su 10 assessori) e al 43% in Lombardia (6 su 14).
Il consiglio regionale del Molise può contare su 3 donne e 17 uomini (15 per cento). In Giunta non ci sono donne. E alla guida della regione Lazio il 4 marzo è stato riconfermato un uomo.

Passando ai comuni, lo studio del Senato evidenzia come le donne sindaco in carica ad oggi sono 1086, di cui 1004 alla guida di comuni inferiori ai 15.000 abitanti. La percentuale più alta è in Emilia R., la più bassa in Campania e Sicilia.
Nel 1946, alla fine delle varie tornate di elezioni comunali, 10 donne ricoprivano la carica di sindaco e circa 2.000 quella di consigliera comunale. Quarant'anni dopo, nel 1986, le prime cittadine erano salite a 145. Tra il 1986 e il 2016 il loro numero è aumentato di oltre 7 volte: da 145 a 1.097. Sono aumentate anche le assessore, passando da 1.459 nel 1986 a 6.834 del 2016.
Nel Parlamento europeo (eletto a suffragio popolare diretto per la prima volta nel 1979) la percentuale di donne italiane è stata nelle prime cinque legislature meno del 15% della nostra rappresentanza. Nel 2004, con l'introduzione delle quote di lista, la presenza femminile ha avuto un incremento. Nelle scorse elezioni del 2014, per le quali è stata introdotta la cosiddetta doppia o tripla preferenza di genere, il numero delle europarlamentari italiane risulta quasi raddoppiato (29 donne su 73), pari al 39,7%. Questa valore supera, per la prima volta, la media delle donne al Parlamento europeo (37%).

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