EMILIA BARRILE LASCIA UFFICIALMENTE FORZA ITALIA: “AUTOINVESTITI VERTICI ASCOLTANO SOLO SE STESSI”

“Una comunicazione formale che non rivela certamente un segreto, ma che ritengo sia un passaggio dovuto rispetto al quale trovo sia essenziale dare delle spiegazioni più approfondite”, così la Presidente del Consiglio Comunale, candidata alla sindacatura nella lista “Leali-progetto per Messina”, Emilia Barrile.

Messina, 16 aprile 2018 - “Da moderata cristiana, ho aderito ad un progetto che non faceva
riferimento soltanto ad un partito ma ad un gruppo di lavoro impegnato
attivamente per il territorio. Quel percorso, che mi ha vista al fianco
di referenti politici insieme ai quali ho aderito a Forza Italia, si è
definitivamente concluso, perché è venuto meno il prerequisito del
reciproco rispetto e del dialogo, nonché di quegli obiettivi che ci
eravamo posti di perseguire e che continuano ad animare il mio impegno
civico e politico.

Lascio un partito che non ha mostrato apertura al confronto, fino
all’ultima riunione tenutasi a porte chiuse la scorsa settimana tra i
suoi rappresentanti (eletti e non) al Royal. Un incontro al quale hanno
preso parte deputati in carica e uscenti ma, non mi risulta, alcun
esponente che fosse voce diretta del territorio. Mi preme precisare che
i rapporti con qualche rappresentante di Forza Italia restano ottimi e
di valida interlocuzione, ma si tratta di eccezioni. Quel che non può
lasciarmi indifferente è una linea d’azione che non si è ritenuto di
condividere e rispetto a cui non si è interpellato alcun referente della
città. Parlo di progetti e proposte, non di candidature. Quelle, nella
mia visione personale, vengono solo dopo e non possono essere imposte ma
devono essere frutto di una scelta condivisa.

Comprendo che ad oggi manchi un direttivo cittadino, ma esistono donne e
uomini che si sono spesi in prima persona per far crescere un movimento
che ad ora non sembra sapere, o per meglio dire volere, ascoltare in
alcun modo la città.
Esiste una comunità, quella vera, fatta di gente e attivisti e non solo
di blasonati padri nobili o presunti tali. Non mi sono mai sottratta al
confronto e persino alle critiche. E ho cercato interlocuzioni fino alla
fine con chi fa parte o coordina Forza Italia, nella massima
disponibilità perché da politica so come si vive in seno ad un partito e
credo d’aver ampiamente dimostrato di saper accettare le scelte della
maggioranza anche quando divergevano dalle mie idee. È altresì vero,
però, che il mio impegno è a servizio prima di tutto della gente che
rappresento e non di un simbolo di partito, quale che sia.

Non posso dunque proseguire il mio percorso all’interno di FI, i cui
autoinvestiti vertici sembrano sempre più attenti ad ascoltare solo se
stessi. C’è una città a cui prestare orecchio, attenzione e soprattutto
a cui dare risposte. Chiudersi a riccio nelle stanze di un albergo non
aiuta certo quel dialogo che è alla base della democrazia nella quale mi
piace credere”, conclude.


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