ARS A 5 STELLE: PERCHÉ CABCELLERI SI OPPONE ALLA RIORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI PARLAMENTARI?

Palermo, 19 aprile 2018 – "Come mai proprio Cancelleri, il quale spesso ha invocato il taglio dei costi della politica, adesso si oppone a una proposta che prevede una riorganizzazione degli uffici parlamentari, consentendo un risparmio di oltre 2 milioni l’anno, per un totale di 10 milioni nel corso dell’intera legislatura?" Così Michele Mancuso, deputato regionale di Forza Italia e segretario della commissione Bilancio dell’Ars, ha commentato la contrarietà del leader siciliano del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, rispetto alla proposta del Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, illustrata nel corso del Consiglio di Presidenza, di salvaguardare i “cosiddetti stabilizzati” di Palazzo dei Normanni.

"C’è puzza di bruciato - continua Mancuso. Forse, i 5 stelle con questa operazione vogliono fare rientrare dalla finestra ciò che vorrebbero fare uscire dalla porta? La soluzione illustrata dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, è infatti equa ed equilibrata. Non si può far finta di nulla: i cosiddetti stabilizzati, con il loro lavoro - conclude Mancuso - hanno consentito in questi anni ai singoli deputati di espletare la loro attività legislativa ed ispettiva”.

“Non comprendiamo l’ostinazione del M5S di volere fare piazza pulita dei ‘cosiddetti stabilizzati’ dell’Ars, solo perché sono stati assunti nelle precedenti legislature. Cioè quando ancora i grillini non erano rappresentati all’Assemblea regionale siciliana”. Così Orazio Ragusa, deputato regionale di Forza Italia, ha commentato la contrarietà dei pentastellati rispetto alla proposta del Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, illustrata nel corso del Consiglio di Presidenza, di salvaguardare i “cosiddetti stabilizzati” di Palazzo dei Normanni, necessari alla conduzione dei lavori parlamentari.

“Questa presa di posizione – aggiunge Ragusa - è ancora più incomprensibile poichè la proposta di Miccichè consentirebbe un risparmio di 2 milioni l’anno. È incomprensibile e paradossale che il niet arrivi proprio da chi ha fatto dei tagli indiscriminati il proprio verbo politico.
“Forse – conclude Ragusa – il tutto si può spiegare con il fatto che i pentastellati, rinunciando agli stabilizzati, hanno potuto effettuare una vera e propria pletora di assunzioni di nuovi precari”.

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