CATENO DE LUCA: «NON VOGLIO VENDETTA, MA PRETENDO GIUSTIZIA»

“Non voglio certamente vendetta, ma pretendo che sia fatta giustizia, soprattutto per coloro che non hanno avuto né la forza né gli strumenti per difendersi in questi anni da accuse infamanti, che spesso hanno colpito affetti, storie e rapporti umani, macinando le vite delle persone in una sorta di tritacarne giudiziario.

Messina, 15/03/2018 - Dopo anni trascorsi a dovermi difendere da ben 17 procedimenti penali, tutti conclusi sempre con assoluzione, il Tribunale del riesame di Messina emette un provvedimento che, nero su bianco, è di fatto un atto di accusa contro i metodi e il pressappochismo della Procura.”
Cateno De Luca torna all’attacco degli Uffici investigativi di Messina, dopo aver letto le motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha annullato il provvedimento di arresto dello stesso De Luca e di Carmelo Satta, presidente della FENAPI, che a dicembre erano stati posti agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.

Nel documento si legge infatti che “il costrutto accusatorio si scontra con un dato di partenza innegabile ed incontestato” relativo all’effettività dei servizi fiscali oggetto della contestazione.
Secondo i giudici che hanno esteso le motivazioni, Alessia Smedile ed il Presidente Antonino Genovese, gli imputati del procedimento hanno fornito “delucidazioni sulle operazioni ed hanno fornito ampie spiegazioni, supportandole con consulenze di parte ed offrendo argomentazioni a sostegno”, mentre “nessuna specifica confutazione di tali argomenti è stata effettuata dalla Procura”.

Non mancano attacchi anche più significativi alle argomentazioni della Procura, il cui impianto accusatorio viene addirittura definito come “insostenibile sul piano logico.”.
Per il parlamentare di Sicilia Vera, che era stato arrestato due giorni dopo il risultato delle ultime elezioni, vi sono argomenti a sostegno della sua tesi, denunciata alla Procura di Reggio Calabria, sull’esistenza di una “consorteria” all’interno del Tribunale di Messina.
“Non mi resta che attendere con serenità – afferma - che sia data risposta alla mia denuncia già presentata a dicembre contro gli abusi e le torture di cui sono stato vittima da parte della Procura messinese.

Una Procura che è stata di veri e propri atti di ingiustizia che, per durata nel tempo e caparbietà nel perseguitare non possono essere frutto di una svista momentanea quanto piuttosto di una organizzazione che si annida in qualche angolo del Tribunale.”

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