ARS PALERMO, INVERSIONE AD ‘U’ SULLA STRADA DELLA TRASPARENZA

Trasparenza all’Ars, indietro tutta. M5S: “No dalla presidenza alle dirette streaming delle commissioni. È questa l’era Miccichè. Intanto lavori d’aula al palo”. La capogruppo Zafarana: “L’appiglio al regolamento, solo una scusa per oscurare il palazzo, chiederemo di cambiarlo”.

Palermo, 15 marzo 2018 - “No” alle dirette streaming delle commissioni legislative dell’Ars. Con una lettera di tre paginette sottoscritta dal presidente dell’Ars Miccichè, l’Ars fa inversione ad ‘U’ sulla strada della trasparenza di palazzo dei Normanni, tracciata nella scorsa legislatura grazie alle richieste del M5S.
“Arrampicandosi sui cavilli offerti da alcuni articoli del regolamento dell’Ars, letto, ovviamente, in maniera molto più che ristrettiva – afferma la capogruppo M5S Valentina Zafarana – Miccichè ha di fatto stoppato la pratica delle dirette streaming sistematiche delle commissioni, anche di quelle, come quella Ambiente e Bilancio, che erano diventate una prassi nella scorsa legislatura. Come dire, anziché andare avanti si torna indietro. È vergognoso. È questa l’era Micciché. Di questo passo ci aspettiamo che venga anche soppressa la pubblicazione dei deputati assenti all’Ars, da noi ottenuta durante la presidenza Ardizzone quando anzi si deve procedere in direzione totalmente opposta: vanno pubblicate le assenze di tutti eliminando le presenze automatiche di alcune figure come i presidenti di commissione e dei questori che vengono dati come presenti d’ufficio”.

“Secondo quanto scritto da Miccichè – continua Zafarana – le dirette dovrebbero essere approvate di volta in volta dal presidente dell’Ars, dopo delibera della commissione per la quale viene avanzata la richiesta di diretta. Operazione pressoché impossibile e che di fatto lega le mani ai presidenti che finora non hanno avuto problemi a dare l’ok alle dirette. Pertanto chiederemo la modifica del regolamento per rendere le dirette streaming la regola e non l’eccezione”.

Il M5S entra nel merito anche della produttività del governo Musumeci e dei lavori d’aula.
“Anche oggi – afferma – nessuna traccia dei documenti contabili e l’aula continua a lavorare, si fa per dire, poco o nulla. E la Sicilia aspetta”.

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