PANE FRESCO, DE LUCA: PERCHÉ NEI FESTIVI È CONSENTITA SOLO LA VENDITA DI PANE SCONGELATO O PRECOTTO?

Cateno De Luca: “Da quale fantasioso Paese, la Regione Siciliana ha copiato le norme per la regolamentazione delle attività commerciali di panificazione che sembrano scritte apposta per favorire la diffusione di prodotti di scarsa qualità o istigare all’abusivismo? Siamo sicuramente favorevoli– affermano De Luca e Galvagno – ad introdurre norme che favoriscono il riposo dei lavoratori e la tutela della salute dei consumatori, ma qui siamo di fronte ad un provvedimento privo di logica”.

Palermo, 20/02/2018 – “Sono curioso di sapere da quale regolamento di quale fantasioso paese la Regione ha copiato le norme draconiane per la regolamentazione delle attività commerciali di panificazione pubblicate in Gazzetta Ufficiale ad ottobre, che sembrano scritte apposta per favorire la diffusione di prodotti di scarsa qualità o istigare all’abusivismo.”
Lo dichiara Cateno De Luca, che annuncia la presentazione, con i colleghi Gaetano Galvagno e Antonino Rizzotto, di una mozione all’Assemblea Regionale Siciliana con la quale si chiede che il Governo ritiri il provvedimento dell’Assessore per le attività produttive del 10 ottobre scorso.

In particolare, il deputato di Sicilia Vera punta il dito contro quelli che definisce “gli aspetti draconiani” di questo regolamento: quello che vieta la produzione e la vendita di pane fresco nei giorni festivi (consentendo però la vendita di pane scongelato o precotto) e la vendita di pane nei luoghi pubblici. “Siamo sicuramente favorevoli– affermano De Luca e Galvagno – ad introdurre norme che favoriscono il riposo dei lavoratori e la tutela della salute dei consumatori, ma qui siamo di fronte ad un provvedimento privo di logica, che nessun passo compie nella giusta direzione e, soprattutto, che si pone in antitesi con le leggi nazionali, con i regolamenti comunitari e persino con la legislazione siciliana.

La liberalizzazione degli orari di vendita è infatti ormai un dato acquisito in tutta Europa, così come è certo che, lì dove si rispettino le norme igienico sanitarie per la conservazione dei cibi, è possibile la vendita anche in luoghi aperti.”

Per De Luca, Galvagno e Rizzotto è dunque necessario che “per non arrecare un grave danno a questo importante settore commerciale ed artigiano, la Regione riveda profondamente o ritiri del tutto il provvedimento, avviando un dialogo ed un confronto con le associazioni di categoria.”


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